My Big Trip travel blog

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Mi é difficile lasciare Sucre. È stato un luogo speciale per me. Sono diversi i motivi che hanno contribuito a rendere questi tre giorni così belli e come sempre, quando in un posto si sta così bene, andandomene vi lascio un pezzo di cuore.

Per una volta me la sono presa con calma: un po' perché vi avrei festeggiato il compleanno, un po' perché me ne avevano parlato così bene, fatto sta che ho deciso di starci 3 giorni, nonostante per vedere tutto ne basti poco più di uno.

Sucre ha confermato l'idea della Bolivia che già mi ero fatta a Potosi, di luogo dalla gente tranquilla, cordiale, amabile. Passeggiare tra le sue strade, tra tutte queste vie di edifici coloniali, così bianchi e candidi, dà senso di benessere, così come andare al mercato centrale, ritrovare i miei amati frullati di frutta fresca, fermarsi a parlare con la gente del posto. È poi una città universitaria, piena di eventi culturali, oltre alle immancabili bande, che suonano per le strade, e le solite manifestazioni. Quando avevo letto che la Bolivia era piena di manifestazioni di protesta e scioperi non mi aspettavo certo fino a questo punto, invece, regolarmente, ti imbatti in fiumane di persone che cantano e sparano colpi in aria, bloccando le strade della città, ma in maniera assolutamente pacifica. L'aria é più di festa che altro. E così passi le giornate nel relax, visitando magari qualche chiesa o convento, osservando la vita quotidiana nei mercati e nelle piazze, riprendendo le forze dai festeggiamenti al parco, sotto il sole, mentre attorno a te le ragazzine giocano con i cani, padre e figlio si allenano a pallone, i bambini si divertono sulle giostrine e prendono il trenino attorno al parco che, nonostante abbia la locomotiva, viene trainato da un auto. Scene di vita vera, scene di vita comune, ma per quello bella.

I festeggiamenti... In Bolivia é facile festeggiare! Soprattutto se si ha la compagnia giusta. Io "me la sono portata" da Potosi e dal 3-days tour. Due delle ragazze con cui avevo infatti condiviso i magnifici giorni dal Cile alla Bolivia erano a Sucre, inoltre, tre ragazzi conosciuti in ostello a Potosi sarebbero anche loro venuti in questa città. Con due, un inglese e un colombiano, abbiamo condiviso il taxi dall'uno all'altro posto, il terzo ci ha raggiunto il giorno seguente. Non un terzo qualsiasi... Un italiano! Quando nel Registration Form dell'ostello avevo letto che, pochi nomi sopra il mio, c'era quello di un altro italiano, non potevo crederci. Finalmente, dovevo conoscerlo, la sensazione di casa era sempre più forte. E così ci siamo ritrovati tutti insieme a Sucre, a condividere bellissime serate, a farmi passare un compleanno speciale, nonostante la lontananza da casa e da coloro che generalmente trascorrono con me questo giorno. Se di solito poi si festeggia una sera, qui i festeggiamenti si sono prolungati per due. A parte tutti i vostri messaggi di auguri (grazie!!) che sono arrivati quando qui era ancora il 26, ma subito mi hanno fatto sentire come se il tutto fosse già cominciato; inoltre, quella sera ci siamo ritrovati a condividere il tavolo con delle ragazze boliviane. A un certo punto un ragazzo svedese é andato a sedersi tra loro e queste si sono inventate fosse il compleanno di una. Le ha fatto portare così tequila e una torta, ma i miei compagni hanno subito detto che era anche il mio compleanno, mi ha così subito invitata a condividere il tutto con lei e da lì... Il party ha avuto inizio! Perché poi Angelo ha chiesto se c'era qualche omaggio per chi compie gli anni e sì, se é il tuo compleanno nei locali in Bolivia (sotto presentazione di carta d'identità) ti portano un Cucaracha, uno shot infuocato che devi bere da una cannuccia quando la fiamma é ancora accesa. E me lo hanno portato anche se era ancora il 26 e rifacendolo ancora la sera seguente, quando neppure le torte mi sono mancate: prima portatami da Nicholas, poi offertami dal buon ristorante dove ho cenato. Abbiamo poi ballato fino a tardi in un locale con musica latino-americana e... Beh, é stato davvero più bello di quanto avrei mai potuto immaginarmi, considerando che l'idea di essere lontana da tutti per il mio compleanno mi aveva sempre fatto una certa impressione, invece, é un qualcosa che rimarrà sempre nel cuore!

Ora dovrei essere già arrivata da ore a La Paz, invece sono ancora su un bus, il secondo bus per la capitale. Ieri sera ho infatti preso un bus notturno che avrebbe dovuto raggiungerla alle 7 di questa mattina. Alle 4 la batteria si è esaurita, lasciandoci 5 ore al gelo, al buio, in mezzo al nulla a 3.500 metri d'altitudine, e le notti qui fuori riescono ad essere davvero gelide, tanto che alle 7 i finestrini erano ormai completamente ghiacciati. Meno male alle 9 siamo finalmente riusciti a fermare un altro bus, con posti liberi per quasi tutti, così ora mi trovo qui sopra, sono ormai le 11, non ho idea di dove siamo, ma, esausta, spero di raggiungere presto La Paz, dove mi fermerò solo fino a domani.



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