My Big Trip travel blog

 

 

 

 

 

 


Mi era stato detto da diverse persone che Santiago non è una gran città, non vale la pena starci, un giorno è abbastanza. Quando sono arrivata dall’Isola di Pasqua non avevo bene idea di come organizzare i miei giorni seguenti: ho un volo il 17 per Calama, per andare a San Pedro de Atacama, avevo così 3 giorni e mezzo davanti liberi. Alla fine sul tempo necessario per starci avevano ragione: ieri in un giorno ho visto tutto quello che c’era da vedere, così ora sono salita su un bus per Valparaiso, di cui invece ho sentito parlar benissimo. Starò lì 2 giorni, per poi tornare a Santiago giusto per prendere l’aereo.

Devo dire però che, rispetto alle aspettative, Santiago è stata meglio del previsto e ci ho passato una giornata davvero piacevole. Sarà che la mattina è partita particolarmente bene: il mio primo stop è stato alle poste, per spedire a casa un pacco con gli acquisti del sud-est asiatico e gli abiti estivi. Avrei dovuto farlo in Thailandia prima di partire, per pigrizia ho rimandato a Sydney, per aver la sorpresa che il venerdì santo là è tutto chiuso, alla fine ho dovuto così portarmi dietro tutto fino a Santiago. La mia preoccupazione era… come faccio a comunicare non sapendo lo spagnolo e non parlando loro inglese? Invece, grazie al poco che so e alla somiglianza con l’italiano, sono riuscita nella mia impresa e questo mi ha dato profonda soddisfazione. Ho cominciato così l’esplorazione delle vie del centro; mi sono avventurata al mercato del pesce per un pranzo di mariscos freschissimo; son salita su Cerro Santa Lucia, per una prima vista panoramica sulla città; mi son goduta il sole al parco, gustando un fantastico gelato mango, cioccolato e peperoncino, lampone con menta; infine son salita sul Cerro San Cristobal, dopo aver vagabondato per le vie del quartiere di Bellavista, coloratissimo, vivo, fulcro della vita notturna. Di solito il panorama da questo Cerro, considerato il migliore di Santiago, è impossibilitato dallo smog e dal clima. Ieri invece la giornata era perfetta: soleggiata e limpida. Ho atteso così il tramonto, dopodiché sono tornata all’ostello in Barrio Brasil, dove ho passato la serata con gli altri ragazzi. Una giornata tranquilla, in cui non ho visto certo le cose eccezionali degli altri posti, ma che comunque è passata bene e mi è piaciuta.

Quando inizialmente sono scesa dalla metropolitana in Plaza des Armas, la piazza centrale, per un secondo mi son sentita nuovamente a Cuba. Sarà che le piazze centrali qui si chiamano tutte così, ma anche la cattedrale mi ha riportato con la mente a 2 anni fa. Tuttavia, il fascino di Cuba manca totalmente. La piazza era occupata da un festival di ginnastica, con musica disco a tutto volume e ragazze che ballavano a ritmo di aerobica sul palco, ma sembrava di essere più in Italia che in un paese sud americano. Ma poi il ritmo lento della città, i suoi abitanti amichevoli e un po’ invadenti, i lustrascarpe presenti in ogni angolo, i quartieri pieni di murales mi hanno cominciato a far sentire l’atmosfera latina. Credo che questo fosse solo un assaggio, alla fine è una città davvero occidentalizzata, ma forse è stato meglio avere un passaggio più graduale invece che uno shock culturale. Anche se naturalmente è quello che cerco e non vedo l’ora di essere a Valparaiso per scoprire cosa mi aspetta!



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