India 2009 - Carola e Fede travel blog

 

 


ciao a tutti

finalmente riusciamo di nuovo ad accedere alla rete, dopo tre giorni passati ai bordi del deserto del Little Rann.

Grazie ai buoni uffici di Devjibhai, ho stabilito diversi buoni contatti, sia con i lavoratori del sale che con i pescatori. Se riusciro' a portare avanti il progetto saranno molto utili. Staremo a vedere, inshallah.

Da ieri sera siamo ad Ahmedabad, la principale citta' del Gujarat. Ha oltre cinque milioni di abitanti, ed e' stata fondata nel 1411 da Ahmed Shah, sultano del Gujarat, nel luogo dove aveva visto una lepre inseguire un cane (!). Essendo alla ricerca di un luogo dove ereggere la nuova capitale, evidentemente quell'atto di coraggio gli e' sembrato propizio.

Ahmedabad e' soprattutto la citta' dove Gandhi aveva stabilito il suo quartier generale, Satyagraha Ashram, che oggi si chiama Sabarmati Ashram ed e' ancora visitabile. E' da qui che nel 1930 Gandhui inizio' la Marcia del Sale che porto' all'indipendenza dell'India.

E' molto caotica, ma ha una parte vecchia notevole, e piu' tranquilla. Oggi la visiteremo, finora ci siamo riposati perche' il deserto e' molto faticoso. Finora abbiamo visto il solito grande contrasto delle megalopoli indiane, con centri commerciali nuovissimi di fronte ai quali vedi vecchi carretti di contadini che vendono frutta e verdura. Modernita' e tradizione, middle class urbana e antica poverta'. Ci sono anche i segni della sua storia, palazzi di principi e sultani, moschee, abbiamo notato una presenza di popolazione musulmana molto maggiore che in altre parti. Ieri ho invitato (costretto direbbe lei forse...) Carola a coprirsi la testa con un velo, visto che tutti, e dico tutti gli uomini col fez, le puntavano addosso un paio di occhi sgranati... Meglio rispettare le usanze locali, anche perche' non so se potrei resistere ad una adeguata offerta in cammelli per comprare la bionda donna bianca...

adesso ve la passo

Dearest ones,

I am writing in English today so all my friends from across the Atlantic shall be able to read us, and most italians as well.

WOW!

I have had a tough cold ending in fever last night, but I am ok now, and I mention this because I actually believe the fever meant a turning point in my cultural shock impact.

In the past days I have been feeling that everything I was seeing was not so different from what I had notion about, basically much dirt and chaos and poverty, bullshit! I think I have been making an effort not to take notice of the so many things that have impacted me so much.

First, the days we spent in Dhrangadhra and close by the desert. an extremely poor environment, but extremely friendly and the nature so impressive, the idea of this desert providing salt 6 months and other 6 becoming shallow sea (huge as you may see in the pics) for prone fishing.

The contact we had with the families we contacted through Fede's friend mr. D. were all living in huts, some for just the season, some all year, others had a house build by a NGO but build close buy a traditional hut. That meant for us, we were invited to sit other in floor (pressed powdery soil) or in some iron bed structure with a rope net, and right away invited with chai, that is tea with milk and sugar all boiled a while, not bad, the habit is to drink it in tha plate, not in the cup, and we had the translation of mr. D..

In the pics you'll see one with me giving hands tro a lady in yellow beatiful ledy.

The cyber cafe point is closing, it will conitnue..... love



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