Ai confini del mondo
Oggi sono stato verso nord, al limite meridionale del deserto del Great Rann, verso la frontiera con il Pakistan. E' una zona sensibile ed ho dovuto chiedere un permesso speciale alla polizia, me l'hanno dato senza problemi ma solo per un giorno, con specifica di non pernottare.
Il Great Rann, a differenza del Little Rann, diventa completamente bianco durante la stagione secca, per via della maggiore percentuale di sale nelle acque che lo ricporono durante il monsone. Pero' e' zona sensibile, presidiata dall'esercito, non sono potuto arrivare fin dove mi sarebbe piacuto. Sono riuscito a vederlo da lontano dall'alto di una cima rocciosa, da lontano sembrava quasi una spiagga, invece era sale.
Il Kutch si e' mostrato in tutta la sua desolata durezza, roccia che ricorda il west americano, deserto, cammelli. Una serie di tribu' vivono tuttora nelle zone meno inospitali, vivendo di artigianato. Diverse ONG sono impegnate nel cercare di migliorare le loro condizioni di vita, mantenendone l'identita' culturale.
Ho trovato persone che hanno cercato un contatto, oltre a sperare di vendermi qualcosa. Mi chiedono di dove sono, rispondo Italy e sorridono. Chissa' forse non sanno nemmeno cosa significhi, ma suppongo che il colore della mia pelle la dica lunga su quanto sono inadatto a sopravvivere nel deserto...
In particolare Dana, un musicista, mi ha voluto fare ascoltare la musiche tradizionali del Kutch, che ha suonato nella sua capanna. E' stato un bel momento, ho girato un video con il mio cellulare ma non resco a metterlo online per adesso, magari piu' avanti. spero.
Domani vorrei scendere verso sud, nella penisola del Sahurastra, inshallah.
Vi abbraccio tutti.
PS me lo sono finalmente fatto dire: grazie, in Gujarati, si dice abar...
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