Federico in India, 2008-2009 travel blog


Gujarat

Ciao a tutti, e buon 2009!

Ci siamo lasciati qualche giorno fa, ed anche se questo aggiornamento e’ datato 31 dicembre, in realta’ lo sto scrivendo il 2 gennaio, perche’ non ho avuto accesso alla Rete per diversi giorni. Ma e’ stato all’alba del 31 dicembre, dopo un lungo e faticoso viaggio di oltre 48 ore, che sono finalmente riuscito a raggungere lo stato del Gujarat, di cui Ahmedabad e’ la citta’ principale.

Il Gujarat e’ uno stato diverso dalla maggior parte degli altri, che sorprende anche gli indofili piu’ incalliti. Le ragioni sono diverse, storiche e geografiche principalmente com’e’ ovvio. Cosi’ ad esempio il Gujarat non e’ mai stato occupato dagli inglesi.

E’ lo stato dove risiedono la maggior parte dei Jainisti. Il Jainismo e’ una forma di Hinduismo che, in reazione ai rituali di quest’ultimo ed al sistema delle caste, se ne e’ staccata nel VI secolo A.C., ad opera di un mistico di nome Mahavira (che era pertanto un contemporaneo del Buddha, anche se a differenza del Buddhismo gli insegnamento Jainisti non hanno mai oltrepassato in confini del subcontinente indiano).

I Jainisti credono che la liberazione passi attraverso la totale purezza dell’anima. Tale purezza significa liberarsi del karman, materia generata della proprie azioni che si “attacca” all’anima. Perseguendo diversi tipi di austerita’, ad esempio digiuno e meditazione, e’ possibile liberarsi del karman e purificare la propria anima. E’ essenziale seguire una condotta giusta, ed in questo senso e’ fondamentale l’ahimsa (non-violenza, anche se e’ una traduzione parziale), nei pensieri e nelle azioni verso qualsiasi essere o cosa vivente.

I monaci Jainisti portano questi principi fino all’estremo, mantenendo un minimo di possesso materiale e muovendosi, seminudi, con una scopa di piume con la quale spazzano il terrreno davanti a se’ per evitare, camminando, di nuocere anche ai piu’ piccoli esseri viventi, e con un pezzo di stoffa davanti alla bocca per evitare di inalare accidentalmente qulche insetto.

I fedeli laici di questa religione sono meno “estremisti”, cio’ non di meno sono astemi, vegetariani, e svolgono forme di lavoro poco materiali. Questo fa dei Gujarati un popolo operoso di imprenditori, professionisti e banchieri, famosi per le proprie grandi capacita’ imprenditoriali ed intellettuali.

Non a caso forse, questo Stato ha dato i natali a un giovane avvocato, Mohandas Karamchand Gandhi, nato a Porbandar il 2 ottobre del 1869, che applicando i principi dell’ahimsa e’ riuscito, senza mettere in atto alcuna azione violenta, a liberare l’India dall’occupazione britannica, passando alla storia come il Mahatma Gandhi.

Il Gujarat e’ uno Stato vegetariano e astemio, anche se gli stranieri possono, presentando il passaporto, ottenere un permesso, valido una settimana, gratuito e rinnovabile, che da’ il diritto di acquistare e consumare bevande alcoliche. Condividerle con un Gujarati e’ pero’ vietato.

Non mi sono fermato a lungo ad Ahmedabad in realta’, solo il tempo necessario per prendere il primo bus in coincidenza per Dhrangadhra, la porta di accesso alla zona dove avevo programmato di passare l’ultimo dell’anno.



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